Introduzione
Ogni anno, circa 15 milioni di bambini nel mondo nascono prima del termine, e uno su dieci è un neonato pretermine. In Italia, secondo i dati ISS aggiornati al 2025, il 6,3% dei parti avviene prima della 37ª settimana di gestazione. Si tratta di una condizione comune ma tutt’altro che semplice, che rappresenta la principale causa di mortalità neonatale.
Essere un neonato pretermine significa iniziare la vita prima del previsto, in un corpo ancora in fase di sviluppo, con organi che non sempre sono pronti a funzionare in modo autonomo. Questo comporta l’esigenza di cure intensive, monitoraggi costanti e percorsi di crescita specifici.
In questo articolo esploreremo il significato medico e umano della prematurità, i livelli di gravità, le sfide iniziali, le cause più comuni e i percorsi di assistenza oggi disponibili in Italia. Un approfondimento pensato per chi desidera comprendere meglio, da genitore o da cittadino, una realtà che merita attenzione, sensibilità e informazione.
Cosa si intende per “neonato pretermine”
Un neonato pretermine è un bambino nato prima della 37ª settimana di gravidanza, calcolata a partire dal primo giorno dell’ultimo ciclo mestruale. La prematurità si suddivide in quattro categorie principali:
- Prematurità estrema: nascita prima della 28ª settimana
- Molto pretermine: tra la 28ª e la 32ª settimana
- Moderatamente pretermine: tra la 32ª e la 34ª settimana
- Pretermine tardivo: tra la 34ª e la 36ª settimana
In Italia, la maggior parte dei nati pretermine rientra in quest’ultima categoria, rappresentando circa il 4,7% del totale. Solo una piccola percentuale (meno dell’1%) nasce in condizioni di prematurità estrema o molto pretermine, ma questi casi richiedono una gestione altamente specializzata.
È importante sottolineare che ogni settimana di gestazione conta: lo sviluppo degli organi, in particolare dei polmoni, del cervello e dell’apparato digerente, è ancora incompleto nelle fasi iniziali e può determinare criticità significative.
Le cause principali della nascita pretermine
Le cause della nascita pretermine sono molteplici e non sempre identificabili con precisione. Alcune condizioni cliniche o sociali aumentano il rischio di parto anticipato. Tra le più comuni:
- Gravidanze multiple (gemelli, trigemini)
- Infezioni intrauterine
- Problemi placentari o cervicali
- Malattie croniche materne (come ipertensione, diabete, patologie renali)
- Precedenti aborti spontanei o parti pretermine
- Fattori ambientali e socio-economici (stress, fumo, lavoro fisico intenso)
- Età materna molto giovane o avanzata
Tuttavia, circa il 30-40% dei casi resta senza una causa chiara. Questo rende complessa l’attività di prevenzione, anche se oggi sono in corso numerosi studi scientifici volti a individuare indicatori precoci e strategie di riduzione del rischio.
I primi giorni: quali sfide affronta un neonato pretermine
Subito dopo la nascita, un neonato pretermine può trovarsi in una condizione clinica instabile. La gravità dipende dal grado di prematurità, ma le principali aree critiche sono:
1. Respirazione
I polmoni di un neonato pretermine, specialmente sotto le 34 settimane, potrebbero non essere completamente sviluppati. È comune il ricorso alla ventilazione assistita o alla somministrazione di surfattante per facilitare lo scambio gassoso.
2. Termoregolazione
I bambini nati prima del termine hanno una massa grassa ridotta e non riescono a mantenere autonomamente la temperatura corporea. Vengono per questo tenuti in incubatrici che garantiscono un ambiente termicamente stabile.
3. Alimentazione e digestione
La suzione e la deglutizione non sono sempre coordinate nei primi giorni. Molti neonati prematuri necessitano di nutrizione parenterale o tramite sondino naso-gastrico.
4. Sistema immunitario fragile
Il rischio di infezioni è più elevato nei neonati pretermine, motivo per cui vengono protetti in ambienti sterili e monitorati costantemente.
5. Sviluppo neurologico
Il cervello continua a svilupparsi in modo intenso fino alla 40ª settimana e oltre. I nati prematuri richiedono un attento follow-up neurosviluppo per monitorare eventuali ritardi o difficoltà cognitive e motorie.

Il percorso di follow-up per i neonati pretermine
La prematurità non si esaurisce con l’uscita dall’ospedale. Al contrario, il percorso di cura si estende nei primi anni di vita. In Italia, l’Istituto Superiore di Sanità ha istituito Baby@Net, una rete nazionale dedicata al monitoraggio e al sostegno dello sviluppo neurocognitivo dei neonati pretermine e piccoli per età gestazionale.
La rete Baby@Net attualmente sorveglia le traiettorie evolutive di circa 2500 bambini, offrendo supporto multidisciplinare in ambito:
- Neurologico
- Psicologico
- Riabilitativo
- Pediatrico
L’obiettivo è intervenire precocemente in presenza di segnali di ritardo nello sviluppo, favorendo un miglior esito complessivo in termini di qualità della vita, apprendimento, relazioni sociali.
Come aiutare un neonato pretermine: il ruolo essenziale dei genitori
Affrontare la nascita prematura di un figlio è un’esperienza intensa, spesso traumatica. I genitori si trovano catapultati in un ambiente medico altamente tecnologico, con terminologie complesse e decisioni rapide. Tuttavia, la loro presenza e il loro coinvolgimento sono fondamentali per il benessere del neonato.
Ecco alcune azioni efficaci che i genitori possono intraprendere:
- Stabilire un contatto precoce: quando possibile, il contatto pelle a pelle (skin-to-skin o metodo “kangaroo”) è altamente benefico.
- Comunicare con il team medico: fare domande, chiedere spiegazioni, mantenere un dialogo aperto.
- Osservare i segnali del bambino: imparare a riconoscere i suoi piccoli progressi e i momenti di stress.
- Farsi supportare: coinvolgere gruppi di sostegno, psicologi o associazioni come Vivere Onlus può alleggerire il carico emotivo.
Non esiste un manuale universale, ma esiste una verità comune: ogni gesto d’amore, ogni carezza, ogni parola sussurrata in terapia intensiva neonatale, ha un impatto tangibile.
Conclusioni: una nascita anticipata non è una fine, ma un inizio diverso
Essere un neonato pretermine significa iniziare la vita su un sentiero meno lineare, ma non per questo meno pieno di possibilità. Le difficoltà esistono, ma anche le reti di supporto, i progressi clinici, le competenze degli operatori sanitari e la forza delle famiglie.
La Giornata Mondiale della Prematurità, che si celebra ogni 17 novembre, ci ricorda l’importanza di non lasciare indietro nessuno, di investire nella prevenzione, nella ricerca, nel monitoraggio del neurosviluppo, e nel sostegno emotivo dei genitori.
Offrire un inizio solido a ogni neonato pretermine significa costruire un futuro più equo, consapevole e umano per tutti.
FAQ
1. Cosa vuol dire neonato pretermine?
Un bambino nato prima della 37ª settimana di gestazione.
2. Quali sono i rischi principali per un neonato pretermine?
Problemi respiratori, termoregolazione, infezioni, difficoltà alimentari, ritardi nello sviluppo neurologico.
3. La prematurità può essere prevenuta?
In alcuni casi sì, attraverso il controllo delle patologie materne e stili di vita sani. Tuttavia, molti casi avvengono senza cause evidenti.
4. Cosa possono fare i genitori?
Essere presenti, informati, coinvolti, e cercare supporto emotivo e professionale.
5. Esistono reti di supporto in Italia?
Sì. Baby@Net (coordinata dall’ISS) e associazioni come Vivere Onlus operano su tutto il territorio nazionale.
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